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CHE noi cittadini vogliamo vivere la nostra vita "IN UN AMBIENTE CHE NON SIA INFESTATO DA DROGATI E SPACCIATORI , DA DELINGUENTI ED UBRIACHI ,"
INOLTRE , vogliamo noi cittadini che i propri " RAPPRESENTANTI POLITICI SIANO ONESTI" E’ altrettanto vero che sarebbe sufficiente applicare in pieno i principi della nostra costituzione demogratica , non vogliamo speculatori finanziari contrari ad ogni etica .. noi ITALIANI onesti e VERI con Valori di vita " vogliamo mantenere sani i valori della famiglia e avere "SENTIMENTI DI SOLIDARIETA’ NEI CONFRONTI DEI BISOGNOSI ," e annullare tutte le forme " DI RAZZISMO".Per attenere tutto questo non è necessario che un Paese lo guidi e LO COMANDI " UN DUCE" "senza rispetto ne per sè che per gli altri" BASTANO

BOSSI VUOLE SOLO PRIVILEGIARE IL NORD E DEMOLIRE IL SUD.
CHE LA GENTE CAPISCA CHI HA VOTATO E FACENDO VINCERE BERLUSCONI HA FATTO COMANDARE LA LEGA TUTTO A DISCAPITO DEL SUD CHE HA BISOGNO DI VERE RISORSE. ANCORA UNA VOLTA BOSSI ATTIRA L’ATTENZIONE non esultiamo per ogni divieto in più, é una libertà in meno che mai più riconquisteremo, in modo pacifico.non servono nuove leggi, serve invece gente onesta e

[essepì] -Abruzzo, tragedia annunciata? La7 ha avuto l’audacia di porsi l’interrogativo nel corso di un programma condotto da Ilaria D’Amico. Un’enclave aperta a pochi intimi in un panorama dell’informazione che privilegia la celebrazione del soccorso, la forza d’animo, lo sprezzo del pericolo, l’abnegazione e l’accorta governance del dopo sisma. Non c’è spazio per altro. Ma la domanda che Ilaria D’Amico ha posto a uomini politici ed esperti, un senso ce l’ha e come.
Il Vice Presidente della Commissione nazionale grandi rischi, il professore Gian Michele Calvi, ha previsto che dei pericoli del terremoto si parlerà per altri sei giorni e tutto tornerà come prima, perché sulla prevenzione i governi non sembrano sentirci. E poi ha detto una cosa terrificante. I problemi oggi non sono solo la ricostruzione dell’Abruzzo, ma Priolo e Catania.
Che significa? Per capirlo basta guardare una qualsiasi mappa delle zone sismiche italiane. Il colore viola indica l’area etnea con la sua propaggine di Priolo. Non c’è niente di peggio. Il punto è: che cosa si fa per evitare che un’altra tragedia si compia e ci si ritrovi a discutere sulla prevedibilità di un sisma di magnitudo distruttiva?
La risposta non è affidata agli scienziati e allo sviluppo dei calcoli di prevedibilità, al sapere con maggiore precisione ciò che sta per avvenire – il quando e il dove – ma alla politica, alle istituzioni, ai governi locali, provinciali, regionali e nazionali. Calvi non ha dubbi: bisogna mettere in sicurezza gli edifici, controllarne la solidità ed intervenire per tempo. Fare, insomma, ciò che non è stato fatto in Abruzzo. L’Aquila, infatti, ha fatto conoscere al mondo quanto modesta sia stata l’attenzione alla prevenzione. Leggi antisismiche non rispettate, interventi legislativi indulgenti, risorse inadeguate ed un tirare a campare colpevole.
E’ l’altra faccia della






