Articoli marcati con tag ‘campare’
La rovina dell’Italia sono i partiti politci,
Noi come popolo italiano,invece di difendere i nostri diritti e liberarci di queste catene,pensiamo ad altro, invece dovremmo protestare,riprenderci i nostri diritti. Nessuno ha più il coraggio dei nostri nonni o padri che facevano scioperi! Siamo solo capaci di scrivere sui blog, riempiamo le pagine di parole, ma poi non facciamo niente magari ci nascondiamo oppure scriviamo in anonimo perché non sappiamo affrontare la realtà! Dobbiamo agire e parlare con frasi fatte: parlate di ‘valori’, ma ognuno ha i suoi. Uomini onesti per fare rispettare i nostri valori sono morti. Si continua a "tirare a campare alla meno peggio ed a tacere lasciandoci mortificare e prenderci in giro dalle chiacchiere e dalla propaganda di tanti "politici" non ci saranno più speranze per un cambiamento “Svegliamoci”,Dobbiamo sapere che L’Italia è nostra, è delle persone che sono morti per essa e per fare rispettare i nostri valori, è dei nostri discendenti, nessuno ha il diritto

[essepì] -Abruzzo, tragedia annunciata? La7 ha avuto l’audacia di porsi l’interrogativo nel corso di un programma condotto da Ilaria D’Amico. Un’enclave aperta a pochi intimi in un panorama dell’informazione che privilegia la celebrazione del soccorso, la forza d’animo, lo sprezzo del pericolo, l’abnegazione e l’accorta governance del dopo sisma. Non c’è spazio per altro. Ma la domanda che Ilaria D’Amico ha posto a uomini politici ed esperti, un senso ce l’ha e come.
Il Vice Presidente della Commissione nazionale grandi rischi, il professore Gian Michele Calvi, ha previsto che dei pericoli del terremoto si parlerà per altri sei giorni e tutto tornerà come prima, perché sulla prevenzione i governi non sembrano sentirci. E poi ha detto una cosa terrificante. I problemi oggi non sono solo la ricostruzione dell’Abruzzo, ma Priolo e Catania.
Che significa? Per capirlo basta guardare una qualsiasi mappa delle zone sismiche italiane. Il colore viola indica l’area etnea con la sua propaggine di Priolo. Non c’è niente di peggio. Il punto è: che cosa si fa per evitare che un’altra tragedia si compia e ci si ritrovi a discutere sulla prevedibilità di un sisma di magnitudo distruttiva?
La risposta non è affidata agli scienziati e allo sviluppo dei calcoli di prevedibilità, al sapere con maggiore precisione ciò che sta per avvenire – il quando e il dove – ma alla politica, alle istituzioni, ai governi locali, provinciali, regionali e nazionali. Calvi non ha dubbi: bisogna mettere in sicurezza gli edifici, controllarne la solidità ed intervenire per tempo. Fare, insomma, ciò che non è stato fatto in Abruzzo. L’Aquila, infatti, ha fatto conoscere al mondo quanto modesta sia stata l’attenzione alla prevenzione. Leggi antisismiche non rispettate, interventi legislativi indulgenti, risorse inadeguate ed un tirare a campare colpevole.
E’ l’altra faccia della






