
Sta a noi comprendere il valore dell’avventura collettiva dell’umanità,capire i problemi le angosce,le ansie più sentite,le speranze e le attese più sofferte. Oggi è una tensione di fattori molteplici,positivi e negativi,che sfuggono allo sforzo di razionalizzazione dell’uomo .La solitudine raramente illumina la fragile gioia e il fragile filo di speranza,che presto scompare. Solitudine significa incapacità e impossibilità di comunicare con gli altri. Mi chiedo:ma perché “l’uomo moderno è solo?”l’uomo ha sempre sofferto
il dramma della solitudine. Il problema si allarga a una vasta gamma di situazioni nelle quali l’individuo si trova in rapporto con gli altri. Gli uomini di “oggi” sono prodigiosi e permettono di bruciare i tempi e le distanze,avvicinando i continenti ,favorendo conoscenze
dei problemi mondiali. Oggi la radio,la televisione, la stampa ci portano il mondo in casa ci fanno capire che esiste una sola storia,quella dell’umanità nel suo faticoso progresso verso una meta di pace,ci informano anche dei grossi problemi che l’uomo non è riuscito a risolvere:continuano da anni guerre crudeli quanto inutili che dissolvono enormi risorse economiche,sottratte alla bocca dei popoli sotto sviluppati,che muoiono di fame. A poco a poco il Novecento riscuote ciò che L’Ottocento ha messo in banca






