
IL mio PAESE (Nativo) Ficarra (ME)
Pomodori e peperoni ripieni
Al tempo dei peperoni.
Nei periodi di queste verdure,a casa nostra si mangiavano per pranzo e cena. Venivano coltivati dalla nonna e il nonno Peppe,la sementa se la conservavano come se fosse dell’oro.
La mattina si alzava molto presto,mi faceva la sveglia
come ai militari, mi alzavo e trovavo il latte pronto,era della nostra capretta lo bevevo ma senza biscotti. La Nonna la vedevo seduta con lo sportello della finestra socchiuso,dalla fessura entrava un spiraglio di sole,la nonna si faceva attraversare di quel spiraglio e si pettinava. Io incuriosita le chiedevo perché non apriva del tutto lo sportello:lei mi rispondeva che solo così poteva vedere i capelli che cadevano, oppure che rimanevano addosso,perché doveva preparare il pranzo e i capelli potevano caderci dentro. Dopo ho capito che quel spiraglio di sole serviva per vedere i capelli che cadevano.
Bastavano oppure li faceva bastare per noi che eravamo in 5 persone, pomodori maturi,2 peperoni, peperoncini verdi dolci, riso un kg. (in quel tempo per noi non esisteva la carne,Oggi si può aggiungere la carne trita 250 g,) aggiungeva una cipolla, (prezzemolo – basilico – menta),il nostro olio d’oliva, sale, pepe.
li preparazione così: INCIDEVA la calotta superiore di 4 pomodori, li svuotava dei semi e li lasciava capovolti a perdere l’acqua di vegetazione. Sbollentava il pomodoro rimasto, lo pelava, eliminava i semi e tritava la polpa. Sbucciava la cipolla, tritava e la faceva appassire in un tegame con un cucchiaio d’olio. Univa la carne e lasciateva rosolare per 10 minuti mescolandola spesso.
AGGIUNGEVA le erbe tritate e la polpa di pomodoro, salava, pepava, bagnava con poca acqua o brodo, copriva e fava cuocere a fiamma bassa per 20 minuti mescolando di tanto in tanto. Univa il riso e lo faceva cuocere per 15 minuti aggiungeva, se era necessario, altra acqua. Al termine si presentava come un risotto.
INCIDEVA i peperoncini verdi per il lungo ed eliminate i semi. Tagliava i peperoni a quarti, eliminava i semi, li sciacquava e li faceva sgocciolare.
FARCIVA i pomodori e peperoni col riso e trasferiva ben allineati in ordine, in una teglia unta d’olio. Irrorava in superficie con un filo d’olio, aggiungete un mestolino d’acqua infornava il tutto.
“Non sarà scritta in precisione perché io guardavo, non so se manco di qualcosa.”
,tuute le volte a pranzo e cena,la nonna si segnava con il segno della croce,ringraziando DIO
che anche quel giorno si mangiava.GRAZIE
NONNA di averci sfamato.(so che mi ascolti)